Eccomi qua a cercare di raccontare in poche righe una vita meravigliosa ed una morte orrenda. Quando mai la morte è bella? Verissimo MAI ma questa è stata particolarmente violenta.
Nando era un bellissimo Pitbull di 6 anni, morto in una clinica veterinaria nel Nord di Milano, verso Monza Brianza, tra mille dolori nonostante flebo h/24, di giorno, in clinica con noi accanto, e di notte a casa, perché non sarebbe mai rimasto lì da solo senza noi, gli ultimi due giorni di Metadone, ma non voleva morire, aveva la sua famiglia sdraiata sul pavimento sporco di una sala operatoria, vicino a lui, in una giornata molto piovosa e grigia che preannunciava già qualcosa di sinistro. Parto dalla fine, dal 3 Novembre 2019, quando alla 16,59, mi ha guardato dolce, come a chiedermi il permesso, come fosse lui a consolare me ed in quell’ultimo abbraccio, mentre gli dicevo per la prima volta “vai piccolo, basta soffrire, vai a riposare, ti voglio bene” se n’è andato per sempre e con Nando anche un pezzo della mia anima. Lui era parte della meravigliosa famiglia allargata che ho, Alessia mia moglie, Luca, Federica Francesca e Virginia i miei figli e Doroty, un Corso di 9 anni, che è stata la luce degli occhi di Nando per tutta la sua vita. Nando non era capace di mordere, abbaiava soltanto, voleva solo giocare con tutti ma il pregiudizio verso questa razza l’ha sempre penalizzato e mortificato. Nando viene da Palermo, dove mi trovavo per lavoro, aveva 1 mese e qualche giorno, preso con un “riscatto” da un losco “allevatore?” ma soprattutto grazie alla cooperazione fantastica di un amico, del suo veterinario, del negozio di animali e del personale di Alitalia, siamo riusciti a partire insieme con l’ultimo aereo del pomeriggio.
Crescendo posso dire che palla, corda, osso di gomma e bottiglie di plastica erano per lui i giochi preferiti. Danni ne ha fatti in casa, certo, ma quando era solo con Doroty, poi da quando la Nonna Gigi è venuta a vivere con noi, finiti anche quelli. La Nonna non era così amante dei cani e trovarli dopo qualche settimana a fare il riposino insieme sul letto è stato meraviglioso. Nando le ha salvato la vita quando si è accorto che la nonna era in arresto cardiaco attirando la nostra attenzione e quando cadde in casa da sola e non riusciva a rialzarsi, Nando andò a cercare aiuto abbaiando disperatamente dall’unico vicino che sapeva che l’avrebbe aiutata a rimettersi in piedi (Luca il vicino purtroppo si è trasferito due anni fa). Durante i quattro mesi di degenza, lui la cercava, mentre lei provava a convincere tutti i degenti, medici ed infermieri che i Pitbull sono vittime dell’ignoranza e della cattiveria delle persone. Quando la Nonna ci ha lasciati, lui è entrato in camera sua, salendo sul letto sopra di lei, riempendola di baci. Con ognuno di noi aveva un rapporto speciale personale e dava empaticamente quello di cui avevi bisogno in quel momento: coccole, gioco, coraggio, feste, ma soprattutto lui era felice quando la famiglia era riunita. Nando “doveva” salire in braccio ad Alessia con tutte 4 le zampe quando era seduta (40/45 Kg!) ma non pago con la zampa davanti mi tirava il braccio sino a quando non lo accarezzavo…. Con i miei figli si divideva e li aspettava per ore in terrazzo sperando di vedere arrivare l’auto. Quando andavamo all’area di sgambatura uscivano tutti, i più con i cani in braccio o costretti dal guinzaglio corto dietro le gambe, apostrofandomi con epiteti diversi, dicendo che non dovevo portare un cane così pericoloso in un area comune, ci facevano aspettare fuori e quando entravamo lui rimaneva solo guardandomi smarrito, come a chiedere: “ ma cosa ho fatto?”. E allora si tornava nel giardino di casa, anche perché le aree di sgambatura le avevamo girate tutte e paradossalmente il pregiudizio e l’ignoranza la fanno da padrone anche tra i proprietari dei cani, purtroppo. Anche in passeggiata, sempre al guinzaglio, su marciapiedi opposti, mi urlavano “bisogna mettere la museruola a quei cani!!! Ma mettitela tu la museruola stronzo! Bambini che venivano issati oltre le spalle dai genitori, ma Nando era al guinzaglio, era più pericolosa la caduta da due metri di altezza, mentre ci dicevano; non può andare in giro con quel cane è una pistola carica! Ma quale pistola carica, povero Nando proprio tu che eri il re dei leccotti. Mi fermo qui solo per parlare di come è iniziata la sua fine, ho trovato tre neoformazioni una sul gomito sx, una sulla guancia inferiore dx, ed una sulla schiena. Tutte e tre benigne, dice il veterinario, ma è meglio asportarle chirurgicamente, facciamo prima però, le analisi del sangue preoperatorie. Era l’8 di ottobre, l’intervento viene fissato per il 17 ottobre. Devo telefonare però il 10 ottobre per sapere l’esito delle analisi. Dopo ore di tentativi, finalmente risponde la segretaria, che va a chiedere al veterinario e mi risponde che è tutto ok, ci vediamo il 17 a digiuno. Dovevamo sempre aspettare fuori perché davamo fastidio agli altri proprietari e cani, ma lui voleva solo fare amicizia…
Soli, sempre soli, ed anche i veterinari avevano paura… La preanestesia fuori nel corridoio, dose da cavallo,” lo tenga con le gambe e con le braccia, mi raccomando…” Nando neanche si è accorto. Ci ha messo tanto, sempre fuori dalla clinica ad avere le zampe molli, finalmente lo porto in braccio in sala operatoria dove resto finchè non gli fanno l’anestesia. Dopo un’ora, ci avevano detto che ci sarebbero volute 2/ 3 ore tra operazione e risveglio, ci chiama la segretaria disperata dicendo di venirlo a prendere il più in fretta possibile mentre sotto sento la voce della cardiologa che dice “digli di venire a prenderlo subito…!!!” Arriviamo di corsa, ma non per quello che dicevano ma perché non vedevamo l’ora di riabbracciarlo. Si, abbaiava, ma come altri chiusi nelle gabbie di degenza, ma lui era l’unico che oltre la chiusura standard aveva lo sportello legato con una corda “ di sicurezza”, nessuna spiegazione da parte di chi l’ha operato, solo un ”tutto bene” da parte di una veterinaria mai vista” che ci fa uscire dal lato degenze, mentre Alessia è alla cassa! Le eventuali cure post-operatorie ci vengono date all’esterno, con il veterinario appoggiato al finestrino dell’auto. Antibiotico, medicazione giornaliera delle ferite, solite cose insomma. Nando comincia a vomitare giallo. Telefono, mi dicono di sospendere l’antibiotico. Continua a vomitare giallo, tante volte al giorno. Telefono ancora, gastroenterite mi dicono, ce ne sono tantissime in giro. Io lo conosco sta dimagrendo troppo, mangia poco. Gli saltano i punti dal gomito, lo porto dal veterinario che l’ha operato che gli mette a crudo 8 graffette le ultime due Nando ha urlato. Ma un po’ di Lidocaina no? Risposta molte volte brucia preferisco non darla…
Guardi che vomita giallo ha la pancia gonfia, è mogio e mangia poco. Risposta: Gastroenterite ce ne sono tante in giro… Alessia parte per bologna e poi Brindisi, assiste la sua mamma che ha un tumore ai Polmoni.
Lo riporto: Plasil compresse (ma se vomita!!!) e fermenti lattici. Passerà questa gastroenterite. La sera ha un’esplosione di vomito marrone e maleodorante, ho imparato che si chiama vomito fecale. Lo riporto, paradossalmente è sempre felice di andare lì, scodinzola a tutti…
Incontriamo una nuova veterinaria che fa fare a Nando un’ecografia all’addome dove al povero Nando viene diagnosticato un tumore al fegato e sempre senza uno straccio di anestesia 16 dico 16 biopsie e la BELVA sta talmente ferma e buona per 1 ora e mezza che mi strappa il cuore… Ascite inoltre, quindi gli aspirano 2 litri di liquido. Lui fermo seduto sulla sedia. La prognosi è infausta, se passa questa criticità andremo dall’oncologo. Appuntamento con l’oncologo il 4 Novembre, c’è anche il ponte di mezzo. Chiedo di vedere le analisi pre-operatorie che nessuno mi aveva fatto vedere: la veterinaria trasale e sbotta “ ma questo cane non doveva essere operato con queste analisi”. L’anestesia metabolizzata dal fegato ha fatto esplodere la situazione togliendogli ogni speranza di vita. Chiamo Alessia che parte da Brindisi, Luca sale in auto a Bologna e le altre in treno, studiano tutti fuori. Siamo al 30. Il 31 gli tolgono un altro litro e mezzo di liquido. Si presenta il “Capo”, cioè il veterinario che l’ha operato, mi chiede scusa dicendomi che nella fretta ha guardato le analisi della Doroty e non quelle di Nando, e che mi ridarà indietro i soldi dell’operazione. Ringrazio Dio (anche se ultimamente non ho questo buon rapporto) che mio figlio era con me e non volevo dare cattivo esempio, non gli ho rotto la faccia come istintivamente volevo fare… gli ho solo risposto che non sapevo cosa farmene dei suoi soldi che pensavo solo a Nando. Ho chiesto però di non farmelo più vedere perché non avrei garantito la mia reazione. Nando non mangia più, le abbiamo provate tutte, non posso dargli da bere anche se soffre terribilmente andando a leccare le gocce dai rubinetti dei sanitari. Plasil in fiale (evvai…) cortisone in fiale, e torniamo in day hospital, mentre peggiora sempre, ogni tanto sembra riprendersi, andiamo a fare la passeggiatina mattutina e serale ma è sempre più stanco e debole, sembra quasi che lo faccia per me, per farmi uscire da quella casa che ora odio con tutto me stesso. Ci lasciano dalle 8 di mattina alle 20 con Nando sia sabato 2 Novembre (Nono compleanno della Doroty, luce dei suoi occhi! Noi siamo convinti che non abbia voluto funestare questa data) Metadone e Flebo tutta la notte di sabato, ma ad un certo punto si alza, strappandosi la flebo e piano piano fermandosi spesso, si dirige verso la cucina accesso per il giardino: lo prendo in braccio per non fargli fare i gradini, non voleva farla in casa. Gli cambio il catetere venoso , ostruito dal sangue coagulato e ricominciamo con le flebo e il metadone. La domenica mattina alle 8 siamo tutti in clinica e lui è voluto entrare con le sue zampe, fiero, coraggioso ed orgoglioso come è sempre stato. La dignità che ha avuto Nando nella malattia è stata commovente. E’ sempre stato vigile, sino all’ultimo ed è volato via guardandomi negli occhi, fisso, dolce, Papà non piangere… Pensavo di averle finite le lacrime ma a tutt’oggi ne ho ancora tante per lui. Alla fine la clinica non ha voluto nulla per le ultime cure compresa la cremazione comune e purtroppo Alessia ha preso anche i soldi dell’operazione (sono due anni che non lavoriamo) così abbiamo avuto anche la piccola eredità di Nandino.
La casa è vuota, Doroty dorme sul suo cuscino col suo pupazzo e si è messa ad abbaiare ai condomini quando li sente, lei che è praticamente muta, abbaia e ringhia ad ogni condomino, strano? No per niente.
I miei condomini, dopo aver tirato a Nando sassi, bastoni, pallonate contro la rete di recinzione, pugni contro lo steccato del terrazzo, facendo fare ai loro cani senza guinzaglio (qualcuno ha il cane, ma non è un terribile Pitbull !!!) i bisognini contro la rete del nostro giardino con Nando che impazziva… Questi mezzi uomini o donne hanno vigliaccamente e schifosamente gioito per la sua morte bisbigliando il loro veleno e la loro pochezza nei pianerottoli o dietro le porte. Codardi. Vigliacchi. Schifosi. Abbiamo affisso in bacheca nell’androne di ingresso una lettera sin troppo gentile, mediata da Alessia, dove esprimiamo il nostro disgusto ma nessuno si è presentato da solo o tutti insieme, io li aspetto.
Spero che mai nessuno debba vivere la nostra stessa esperienza, la morte fa schifo di suo, quando è indotta poi…
Ci sentiamo soli, soli da morire e per andare avanti dignitosamente la nostra unica speranza è che il ponte sull’arcobaleno esista davvero.
Ciao Nando.
La tua famiglia non ti dimenticherà mai.

#adottanoncomprare

Famiglia Masini

11 Replies to “La triste storia di Nando”

    1. 💔 grazie mille, ci confortano Tanto queste bellissime carezze per il nostro Nando.
      Ciao Frenci
      Michele Alessia Luca Francesca Federica Virginia e Doroty Masini

  1. Il dispiacere è tanto, perché lo conoscevo, quello che non capisco è l’accanimento rabbioso contro Nando. Chi ha cani dovrebbe sapere che nessun cane nasce pericoloso, sono solo gli insegnamenti degli uomini, che li rendono tali. E gli insegnamenti ricevuti da Nando, lo hanno reso un cane che giocava con tutti, bambini compresi. Dovrebbero vergognarsi di aggredire un cane così!!!

  2. Conoscevo Nando e la sua famiglia. Un cane dal cuore d’oro giocherellone e per niente aggressivo. Purtroppo queste atrocita si ripetono in modo frequente perche non si afisce piu nel nome di quel giuramento e soprattutto per amore della professione che si svolge, qualunque essa sia. Malasanita anche se in questo caso parliamo di assistenza a pagamento dove pensi di essere piu tutelato visto che paghi, ma ahime non é sempre cosi. Nando éra parte integrante della famiglia che ora piange la sua perdita e deve trovare la forza per andare avanti . Vi voglio bene amici miei e mi stringo a voi con un abbraccio forte nella speranza che queste storie non accadano piu.

      1. Ho appena finito di leggere a stento con gli occhi colmi di lacrime. Perdere un cane e come perdere un membro della famiglia.Personalmente purtroppo ci sono già passato e l unjca differenza è che la morte di un familiare l ho metabolizzata…quella del mio cane no.Noi recuperiamo cani prevalentemente Pit da situazioni disastrose.La gente prima di parlare dovrebbe farsi un esame di coscienza essendo loro i primi a rovinare questa dolcissima razza.Un abbraccio forte ….ciao Nando.

  3. Ho letto tutto e le lacrime stanno scendendo le persone intorno mi guardano attonita (sono sul bus e sto andando a lavoro)..
    Mi dispiace tantissimo per quello che avete passato che farà male al cuore per tanto tempo..
    ..solo persone che Amano queste meravigliose creature possono “comprendere” alle altre è inutile spiegare..
    Un forte abbraccio a tutta la famiglia❤

    1. 💔 grazie mille, ci confortano Tanto queste bellissime carezze per il nostro Nando.
      Ciao Lara
      Michele Alessia Luca Francesca Federica Virginia e Doroty Masini

    2. Grazie per questa bellissima coccola a Nando…💔💔💔 continua col salvataggio dì Pitbull ti prego… non ti fermare… fallo per i nostri Angeli con la coda… ciao Federico

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